
Infrangere la fiducia nelle istituzioni per tornaconto elettorale mina le basi dello Stato di Diritto. Quando il lavoro di chi tutela i minori e la legalità viene usato come bersaglio politico, non si fa propaganda: si mette a rischio la sicurezza di chi opera in trincea e la dignità stessa della nostra democrazia.
C'è una rabbia profonda che nasce dal sentirsi traditi.
Non da una persona, ma dallo Stato stesso.
Come studente Assistente Sociale, mi sto preparando a essere un Pubblico Ufficiale al servizio della legalità e della tutela dei più fragili.
Eppure, oggi, chi siede ai vertici delle istituzioni sembra aver deciso che il nostro lavoro sia un bersaglio facile per la propaganda.
È inaccettabile che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, dia risonanza a chi si oppone ai provvedimenti giudiziari, ignorando totalmente il dramma di una giudice costretta alla scorta per aver fatto il suo dovere.
È un segnale devastante: la legalità è un accessorio se la propaganda ti serve.
È l'ipocrisia di un Governo che sbandiera il "Decreto Caivano" come simbolo di rigore, per poi rimangiarsi tutto e attaccare i professionisti della tutela quando un caso diventa virale.
Usare la sofferenza dei minori e la dignità di chi lavora in trincea per fini elettorali è un atto vile che mette a rischio la sicurezza di tutti.
Voi non state facendo politica.
Voi state smantellando le fondamenta del nostro Stato di Diritto.
Smettetela di usare i bambini come bandiere.
La coerenza è il minimo che si debba pretendere da chi governa.
Simone Macaluso
Segretario
Giovani Democratici Madonie