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La legalità non è propaganda: il dovere di tutelare lo Stato di Diritto e chi lo serve

24 marzo 2026 · Simone Macaluso
La legalità non è propaganda: il dovere di tutelare lo Stato di Diritto e chi lo serve

Infrangere la fiducia nelle istituzioni per tornaconto elettorale mina le basi dello Stato di Diritto. Quando il lavoro di chi tutela i minori e la legalità viene usato come bersaglio politico, non si fa propaganda: si mette a rischio la sicurezza di chi opera in trincea e la dignità stessa della nostra democrazia.

C'è una rabbia profonda che nasce dal sentirsi traditi.

Non da una persona, ma dallo Stato stesso.

Come studente Assistente Sociale, mi sto preparando a essere un Pubblico Ufficiale al servizio della legalità e della tutela dei più fragili.

Eppure, oggi, chi siede ai vertici delle istituzioni sembra aver deciso che il nostro lavoro sia un bersaglio facile per la propaganda.

È inaccettabile che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, dia risonanza a chi si oppone ai provvedimenti giudiziari, ignorando totalmente il dramma di una giudice costretta alla scorta per aver fatto il suo dovere.

È un segnale devastante: la legalità è un accessorio se la propaganda ti serve.

È l'ipocrisia di un Governo che sbandiera il "Decreto Caivano" come simbolo di rigore, per poi rimangiarsi tutto e attaccare i professionisti della tutela quando un caso diventa virale.

Usare la sofferenza dei minori e la dignità di chi lavora in trincea per fini elettorali è un atto vile che mette a rischio la sicurezza di tutti.

Voi non state facendo politica.

Voi state smantellando le fondamenta del nostro Stato di Diritto.

Smettetela di usare i bambini come bandiere.

La coerenza è il minimo che si debba pretendere da chi governa.

Simone Macaluso

Segretario

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