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Il punto sull'Italia: la mozione europea sull'abuso d'ufficio e la legge elettorale

1 ottobre 2026 · GD Madonie
Il punto sull'Italia: la mozione europea sull'abuso d'ufficio e la legge elettorale

La settimana politica italiana è stata caratterizzata dal dibattito europeo sulla direttiva anticorruzione e dall'avvio dell'iter della legge elettorale alla Camera. Parallelamente, si sono registrati sviluppi sulla r…

La settimana politica italiana è stata caratterizzata dal dibattito europeo sulla direttiva anticorruzione e dall'avvio dell'iter della legge elettorale alla Camera. Parallelamente, si sono registrati sviluppi sulla riforma dell'Rc auto, sull'iter della manovra all'Ars e sulla firma del decreto scuola da parte del Quirinale.

Mozione europea sull'abuso d'ufficio

Il Parlamento europeo voterà la prossima settimana una risoluzione che definisce le priorità per la strategia contro la corruzione che la Commissione presenterà entro fine anno. Il documento richiede agli Stati membri, tra cui l'Italia, di recepire la direttiva anticorruzione prevedendo come reato una fattispecie analoga all'ex abuso d'ufficio. L'atto risulta politicamente rilevante per il governo Meloni in vista della futura normativa europea.

Legge elettorale alla Camera

La legge elettorale è tornata alla Camera in terza lettura. Il governo ha previsto di porre tre fiducie su altrettanti articoli modificati al Senato. Riccardo Magi, leader di +Europa, ha annunciato uno sciopero della fame in segno di protesta contro il provvedimento, definito dal parlamentare come un tentativo di permettere a una minoranza di ottenere una maggioranza parlamentare.

Riforma Rc auto e telemarketing

Il governo ha ridotto i tempi previsti per la riforma del settore dell'Rc auto. L'obiettivo dichiarato dall'esecutivo è quello di concludere il dossier entro la fine della legislatura, indipendentemente dall'eventualità di elezioni anticipate.

Manovra all'Ars

La maggior parte delle proposte aggiuntive presentate dalla maggioranza alla manovra sono state respinte in commissione Bilancio. Il governo non ha ancora fornito copertura agli emendamenti dei propri deputati, lasciando intendere che il tesoretto da 200 milioni sarà destinato a misure che verranno rese note in aula da martedì prossimo. Il presidente Schifani ha espresso irritazione verso alcuni esponenti del centrodestra in merito alla bocciatura di emendamenti specifici.

Decreto scuola

Il Quirinale ha firmato il decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre. Il provvedimento è giunto alla firma dopo sei giorni di limature supplementari. Il testo finale prevede l'esclusione del fondo destinato ai dipendenti del Ministero dell'Istruzione.

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