
A Castellana Sicula un bambino è nato in casa perché il punto nascita più vicino è a Termini Imerese, a un'ora di strada. A Petralia Sottana il reparto è chiuso dal 2015. Pretendiamo il parto garantito a Petralia, 24 ore su 24.
Lunedì a Castellana Sicula è nato Elia. In casa, nel salotto.
Perché il punto nascita più vicino è a Termini Imerese, a un'ora di strada.
Elia sta bene grazie a un vicino di casa, un ostetrico in pensione che per decenni aveva lavorato all'ospedale di Petralia. Non grazie alla Regione.
Il punto nascita dell'ospedale Madonna dell'Alto di Petralia Sottana è chiuso dal 31 dicembre 2015. Il motivo ufficiale: nelle Madonie nascono troppo pochi bambini, sotto la soglia dei 500 parti l'anno.
Ma nelle Madonie nascono pochi bambini perché qui si chiude tutto. A Petralia, dopo il punto nascita, se ne sono andati l'ortopedia e la cardiologia, e dal 2021 non c'è più un pediatra. Poi le scuole, i trasporti, il lavoro.
Si tolgono i servizi, i giovani se ne vanno, nascono meno bambini. E poi si usa lo spopolamento per chiudere ancora.
Le deroghe per le zone di montagna esistono. Serve solo la volontà politica di chiederle.
La strada che deve fare una donna in travaglio dalle Alte Madonie passa per la A19: restringimenti, doppi sensi, cantieri. Il commissario straordinario della A19 è il presidente della Regione Renato Schifani, che aveva promesso un'autostrada senza cantieri entro la fine del 2026. Mancano due mesi e mezzo.
Il papà di Elia lo ha detto meglio di tutti: non possiamo affidarci sempre alla fortuna.
Noi siamo giovani e abbiamo scelto di restare. Non accettiamo che restare significhi rischiare la vita per nascere.
Chiediamo alla Regione e all'ASP di Palermo:
Non è un favore. È un diritto.
*Fonti: Madonie Press, BlogSicilia sulla chiusura del 2015, BlogSicilia sull'ospedale di Petralia.*